I Rakuriosi - Sfida all'ultimo raku


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Arturo Saccone

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IL PUNTO DI VISTA DI...
ARTURO SACCONE

Se fare raku si dovesse associare ad una sensazione, la definirei Libertà.
Per spiegare questa sensazione inizio dal contesto più diffuso per fare raku: tutti luoghi aperti.Sì, è possibile farlo anche al chiuso, ma sotto il sole o ancora meglio sotto le stelle –diciamocelo- è più bello.Ora, se aggiungiamo che i colori non sono da noi dominati, ma solo indirizzati e accettiamo il fatto che la tecnica raku anch’essa è libera di dominare con le sue reazioni chimiche il ceramista, arriverete con me alla conclusione che fare raku è libertà.Spazi liberi, tecniche libere, reazioni della materia libere, più libertà di così!Questo, credo, sia il fascino della tecnica raku: entra nella testa di ceramisti che vogliono esplorare la materia fino in fondo, per conoscerne tutti i segreti e farli propri, con il solo scopo dire al mondo questo l’ho fatto io, sono riuscito a gestire la tecnica. Subito dopo però ti accorgi che è solo l’inizio, il punto di partenza per ricominciare una nuova sfida con la materia e la storia continua, la sfida tra il ceramista curioso e la materia chimica è sempre aperta.Quando ho immaginato la sfida tra ceramisti, per la prima volta a Roma i Rakuriosi 2009, il mio principale obiettivo era quello di mettere vicini ed in competizione ceramisti curiosi perché credo che solo scambiandosi informazioni, rubando con gli occhi, le esperienze di altri ceramisti vi era un arricchimento di tutto il movimento dei raku – riosi.Credo di esserci riuscito, mettendo in movimento un esercito di aficionados a quest’arte. Lo scambio di esperienze tra me ed il Maestro Goffredo Gaeta di Faenza ha prodotto lo sconfinamento della manifestazione i Rakuriosi, da Roma a Faenza e ritorno, ha attratto l’attenzione di maestri di indubbia conoscenza della materia che con la loro partecipazione porteranno qualità alla manifestazione e un indubbio beneficio alla diffusione della ceramica raku.L’invito a tutti i ceramisti rakuriosi, è quello di seguire e partecipare a questa manifestazione per dare forza ad un movimento artistico che ha bisogno di una vetrina sempre più ampia nel mondo della ceramica, vuoi per la bellezza, per il fascino, per la semplicità e per il senso di libertà che ci regala.




Arturo Saccone





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